Introduzione alla Capra da Cashmere

Le capre sono i ruminanti più diffusi e si possono trovare in quasi tutti i continenti del mondo; le loro origini e il loro utilizzo possono ampiamente variare, alcuni esemplari producono spontaneamente una scarsa quantità di sottovello di Cashmere come isolamento dal freddo; per tale motivo l’industria del Cashmere non riconosce le capre Cashmere come una vera e propria “razza”.

Il Cashmere è il sottovello soffice e lanuginoso prodotto da una capra Cashmere,per definizione è una fibra ondulata,opaca e si spessore di 11-18 microns, 10 volte più leggero e caldo della lana (la lana Merinos, che è la qualità migliore tra le lane di pecora, si presenta generalmente con uno spessore che si aggira sui 24 microns, anche se degli ultimi anni grazie alla selezione genetica, si trova adesso il Merinos al di sotto dei 19,5). Questa fibra, come il pelo che lo protegge e che lo circonda (giara), può assumere varie colorazioni; da un bianco candido ad un “quasi” nero, spaziando per tutte le belle e naturali sfumature che vi possono essere tra questi due estremi. Potendo venir colorato con tonalità pastello, l’industria del Cashmere paga di più la fibra bianca, ma nel nostro allevamento si può scegliere tra una moltitudine di colorazioni naturali. crema, nocciola, marrone, grigio e carbone, che vengono utilizzati senza processi di tintura nei prodotti tessuti a mano.  E’ assolutamente irrilevante che la capra presenti il manto superiore (giarra) lungo o corto;  quello di cui si deve tener conto è costituito dalla qualità e dalla quantità della fibra prodotta da un determinato animale e trasmessa ai discendenti. Sono gli elementi più importanti di un qualsiasi “pedigree”;   per questo motivo è importante esaminare e selezionare le fibra di ogni capo per incrementare sia la finezza che la resa.  Applicando sistematiche, accurate e continue selezioni genetiche correlate alle affermate forme di controllo delle fibre e delle tecniche di allevamento,  l’incremento della produzione può essere raggiunto con poche generazioni.

La fibra viene raccolta a mano una volta l’anno in primavera quando inizia a cadere da sola dall’animale; teoricamente, una buona capra Cashmere è in grado di rendere 200 gr o più di fibra lunga, ondulata e non lucente.  Dopo che il cashmere raccolto è stato degiarrato in modo meccanico o manualmente per separare la fibra dal pelo grossolano (giarra) che lo ricopre può essere trasformato in filato.

La bellezza del cashmere è data dalla sua eccezionale leggerezza e morbidezza,  caratteristiche queste che DIPENDONO dalla genealogia dell’animale, che sono INFLUENZATE dall’alimentazione e vengono VALORIZZATE con il processo di finissaggio (una particolare procedura di lavaggio fa “gonfiare” la fibra e permette di mettere in evidenza la naturale morbidezza).  Pertanto, la qualità del prodotto finale, è data dalla somma dei seguenti elementi:

        qualità della fibra data dalla genetica dell'animale  

       abilità nella degiarratura e nella filatura  

       esperta tessitura e finissaggio 

Per  ulteriori  informazioni visitare www.CapCashIt.it, il sito dell'Associazione Capra Cashmere Italiana

 

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